Specie protette dalla Direttiva UccelliSpecie protette dalla Direttiva Uccelli
Specie particolarmente protette dalla Direttiva UccelliSpecie particolarmente protette dalla Direttiva Uccelli
 

Specie protette dalla Direttiva UccelliUPUPA

NOME SCIENTIFICO: Upupa epops
 

Durante il periodo riproduttivo il maschio dell’Upupa emette un suono molto soffice, Hup-hup-hup, aprendo a ventaglio la cresta, compiendo un movimento della testa verso il basso con il becco semichiuso per attirare l'attenzione dell'esemplare femmina. Dopo aver scelto il luogo per la nidificazione il corteggiamento è caratterizzato da offerte di cibo da parte del maschio. Ma l’ilare uccello cantato dal poeta, quando si sente minacciato, sa come difendersi. In base a un comportamento appreso fin dai primi giorni di vita, si appiattisce sul terreno con le ali e la coda spiegate, emette sgradevoli vocalizzazioni quindi è in grado di scagliare contro l'intruso il liquido puzzolente prodotto dalla ghiandola dell'uropigio.

 

Ordine: Bucerotiformes Famiglia: Upupidae

L'upupa è lunga tra i 25 e i 29 centimetri e ha un’apertura alare che sfiora il mezzo metro (44 – 48 cm). Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il capo è provvisto di un ciuffo erettile di penne, il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso.
In volo la silhouette è caratterizzata da ampie ali arrotondate e dal lungo e sottile becco; posata appare snella, con corti piedi e testa ornata da un vistoso ciuffo erettile di penne ad apice nero. I sessi sono simili.

È amante dei luoghi secchi, semi-alberati caldi e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere. Il tradizionale paesaggio agricolo dei versanti vallivi esposti a sud, con un mosaico di filari d'alberi, campi terrazzati, prati e vigneti, è ideale per l'Upupa. È presente anche nelle zone verdi delle città. Si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti, molluschi e ragni.

All'inizio del periodo riproduttivo il maschio esegue una semplicissima parata nuziale spiegando a ventaglio la cresta: un ciuffo erigibile ogni qual volta l'animale si trova in stato di agitazione. Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali. Il nido emanerà inoltre un gran fetore in quanto non viene mai pulito dai rifiuti e dal liquido maleodorante emesso dall'uropigio di madre e piccoli. Questo fetore serve per tener lontano i predatori e per attirare contemporaneamente gli insetti di cui l'upupa si nutre.

La nidificazione avviene generalmente in ambienti alberati ma non umidi e le uova bianche e grigie, da quattro a sette, vengono deposte alla fine di aprile o ai primi di maggio. La cova dura 16 giorni e durante questo periodo il maschio nutre la femmina portandole il cibo due o tre volte all'ora. La femmina, dopo la schiusa, resta con i piccoli per almeno dieci giorni anche in questo periodo tocca esclusivamente al maschio sfamare la famiglia. I piccoli si involano verso il venticinquesimo giorno, e cioè nella seconda metà di giugno. Vi possono essere anche due covate.

Terminato il periodo riproduttivo, le upupe partono per i quartieri invernali con una migrazione poco appariscente. L’Europa centro-orientale rappresenta l’area di inanellamento delle Upupe segnalate in Italia. Molti i Paesi rappresentati, da Germania e Polonia a nord, all’area baltica ad est. La gran parte delle segnalazioni in Italia sono localizzate lungo le coste, dall’alto Adriatico alla Liguria, con una prevalenza in Puglia e nell’area tra Calabria e Sicilia. Ampiamente distribuite le distanze percorse, da poche centinaia e fino a ben 1.600 Km dal sito di inanellamento. Le poche ricatture entro i confini nazionali mostrano spostamenti anche considerevoli ma non consentono di mettere in luce andamenti particolari.

Prospettive

Specie poco studiata in Italia, soprattutto in relazione alle esigenze ecologiche e ai fattori influenzanti la qualità dell’habitat. Considerando i valori noti da bibliografia, si può proporre un FRV pari a 50 coppie per 100 chilometri quadrati a vasta scala e di 2 coppie per 10 ettari a scala locale.
Mantenere siti idonei per la nidificazione in aree ricche di prede può evitare eccessivo dispendio per il reperimento delle prede agli adulti durante l’allevamento dei pulli. Improntare la gestione di vigneti, frutteti e altre aree agricole secondo criteri che tengano conto anche delle esigenze di questa ed altre specie ornitiche, ad esempio garantendo la presenza di chiazze di suolo nudo e conservando muretti o alberi maturi quali potenziali siti di nidificazione.

Minacce

Come molte altre specie legate ad ambienti aperti e semi-aperti, risente negativamente delle trasformazioni avvenute nell’ambiente agricolo; l’intensificazione delle pratiche agricole da un lato e l’abbandono dall’altro comportano una marcata riduzione dell’idoneità ambientale per la specie, legata ad ambienti a mosaico quali quelli generalmente creati e mantenuti dalle pratiche agropastorali tradizionali non intensive.

Sul successo riproduttivo nessuna informazione specifica. L’eccessivo dispendio energetico richiesto agli adulti per il reperimento delle prede durante l’allevamento dei pulli potrebbe incidere sulla produttività della specie. In Lazio, covata media 7.3 (n = 18), percentuale di schiusa 65.5%, (n = 20), percentuale di involo 79.4% (n = 16), percentuale complessiva di involo rispetto alle uova 52% (n = 20). Percentuale di involo del 68.4% e di successo rispetto alle uova deposte del 45.6%. In cassette nido, nel 1996 nell’oasi di Macchiagrande, da 3 occupate si sono involati rispettivamente 9, 6 e 4 giovani.

Stato di salute

Attualmente classificato come in declino in Unione Europea, con status di conservazione sfavorevole anche a livello continentale. Nel complesso, si registra stabilità della popolazione nidificante nell’Unione Europea nel periodo 1970-1990, seguito da moderato declino nel periodo 1990-2000. La popolazione dell’UE è stimata in 590.000-980.000 coppie, quella italiana in 20.000-50.000 coppie nel 2003, con trend sconosciuto. Non è stato redatto un Piano d’Azione Internazionale o Nazionale sulla specie. L’upupa non è stata considerata nella Lista Rossa Nazionale. Risulta, inoltre, specie protetta in Italia ai sensi della legislazione venatoria (Art. 2, 157/92).

Semaforo

Le evidenze disponibili non appaiono univocamente interpretabili; ad alcuni casi di incremento si oppongono svariate situazioni in cui la specie appare in evidente declino. La situazione appare maggiormente critica nella bioregione alpina, più favorevole in quella mediterranea ed intermedia in quella continentale. Potenzialmente importanti per la conservazione della specie sono anche le condizioni riscontrate durante lo svernamento in Africa e la migrazione per e da i quartieri riproduttivi. Tuttavia, mancano al momento dati relativi a questa specie per quanto concerne l’effetto delle condizioni sopraccitate sui contingenti nidificanti.

Fattore Stato di salute Stato di conservazione
Range* Stabile, localmente in contrazione favorevole
Popolazione Localmente in calo inadeguato
Habitat della specie In diminuzione almeno localmente inadeguato
Complessivo   inadeguato

Bioregione alpina

Fattore Stato di salute Stato di conservazione
Range* In contrazione cattivo
Popolazione In calo cattivo
Habitat della specie In diminuzione almeno localmente inadeguato
Complessivo   cattivo

Bioregione continentale

Fattore Stato di salute Stato di conservazione
Range* Nel complesso stabile favorevole
Popolazione Localmente in calo inadeguato
Habitat della specie In diminuzione almeno localmente inadeguato
Complessivo   inadeguato

Bioregione mediterranea

Fattore Stato di salute Stato di conservazione
Range* stabile favorevole
Popolazione Localmente in aumento favorevole
Habitat della specie Variazioni non conosciute sconosciuto
Complessivo   favorevole

*Variazione della popolazione negli anni

Canto

Il canto, un monotono "houp-oup-oup", viene ripetuto incessantemente durante la prima fase del ciclo riproduttivo.